Un Nodo Al Fazzoletto

9 dicembre ’17 – Un nodo al fazzoletto

Il 9 dicembre Fiorenza Lanfranchi presenta il suo libro al Castello Malaspina di Varzi

Una serie di racconti ambientati a Varzi e in Oltrepò, aventi un tema comune: gli scherzi del destino”: si apre così la quarta di copertina del libro Un nodo al fazzoletto, che verrà presentato dall’autrice, Fiorenza Lanfranchi, il 9 dicembre al Castello Malaspina di Varzi.

«In questa raccolta – spiega Fiorenza Lanfranchipresento una serie di racconti, ambientati in epoche diverse, nel territorio dell’Oltrepò pavese, legati fra loro da un’ossessione o meglio dall’esigenza di ridimensionare un preconcetto, che ogni tanto affiora nella mia vita: la fatalità.  Ho sempre cercato di convincermi, con la razionalità, che ognuno di noi può avere sotto controllo la propria vita, può determinare con le sue scelte tutto ciò che gli accade. Ho riflettuto su questo tema, senza trovare una via d’uscita, perché in molte occasioni mi sono accorta che tante cose, che mi sono accadute, non sono dipese da me, sono capitate e basta. Così ho iniziato, con ironia, ad esaminare alcuni casi in cui il destino è stato beffardo, a volte nettamente contrario alle scelte fatte…».

21 racconti suddivisi in tre gruppi, per analogia rispetto alla locuzione latina “omen nomen” (il destino sia nel nome): destini avversi a dispetto del nome propizio, destini benigni nonostante un nome “cupo” e i destini corrispondenti al nome. Molti prendono il là da fatti di cronaca vera, altri attingono a ricordi della scrittrice, tutti si sviluppano seguendo la fantasia, alimentata dalla passione per le proprie radici, tra partenze e ritorni. Tutti affrontano con delicatezza l’argomento del fato opposto alle scelte compiute.

Il titoloUn nodo al fazzoletto – è una metafora che simboleggia l’importanza della memoria della nostra identità, del nostro tessuto territoriale, che pur essendo un lembo, “un fazzoletto di terra”, ha contatti anche con terre lontane, oltre i confini dell’Oltrepò, per aprirsi e prepararsi all’imprevisto, al futuro, che è sempre un punto interrogativo.
«E che dire dell’Oltrepò? – conclude l’autrice – Ha il destino di andare oltre? Lontano, corrispondente al suo nome? Auguriamocelo!».

«Io ne sono convinto – commenta il padrone di casa Enrico Odettied è con quest’animo che sostengo la promozione di progetti di sviluppo sul territorio ed eventi culturali che possano contribuire a valorizzarlo, come ad esempio, almeno così ritengo, farà la mostra mercato di artigianato artistico selezionato “L’Arte delle Mani”, alla sua 3^ edizione nei giorni del 16 e 17 dicembre».

Alla presentazione, oltre all’autrice, interverranno l’Assessore alla Cultura del Comune di Varzi Silvia Giacobone e il Presidente della Biblioteca Rosella Piazzardi; Cristina Guardamagna proporrà delle letture dal libro stesso mentre Luigino e Stefano Gianelli offriranno degli intermezzi musicali.

Fiorenza Lanfranchi, nata a Varzi nel 1946, per più di trent’anni vive a Voghera, dove insegna nella scuola elementare “Dante Alighieri”. Attualmente trascorre il suo tempo nel paese d’origine, affascinata da un paesaggio ricco di suggestioni e di simboli, che riscopre attraverso lunghe passeggiate e incontri con gente affabile. Si dedica alla scrittura con piacere, esordendo con la partecipazione alle iniziative de La Provincia Pavese, come autrice di racconti e di ricette della cucina tradizionale e ai concorsi dedicati alla memoria di Gianni Brera.
I racconti premiati sono pubblicati nelle antologie: Scrivere per mangiare (ed. Modica, 1996); Celeste, Terrestre (ed. Tesseract, 1999); I percome e i perché (ed. Selecta, 2001); Varzi in pentola (ed. Guardamagna, 2006); La salute è servita in Stare bene con il cibo e la terra (a cura di Luciano Valle e Graziella Zelaschi – ed. Ibis, 2011) e Al chiar di un lumicino spento antologia di racconti tra la realtà e il surreale, ambientati a Varzi (2012).
Fa parte degli autori delle guide didattiche di geografia Itinerari, dedicate alle regioni italiane edite dal Touring Club Italiano e dalla casa editrice “La Scuola – Brescia” e ha rappresentato 5 commedie dialettali con la compagnia di “Varzi Viva”.

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