Varzina Lawil

Le Varzine Lawil ritornano a casa

Sabato 9 e domenica 10 giugno, a Varzi, il Primo Raduno Internazionale Registro Storico Lawil

Il 9 e 10 giugno, torneranno nel luogo natale le Varzine prodotte, tra il 1968 e il 1980, dalla Lawil, casa automobilistica di Varzi.
Si tratta del Primo Raduno Internazionale organizzato dal Registro Storico Lawil e ospitato dal Castello Malaspina di Varzi per rendere omaggio a un prodotto (non a tutti noto) dell’ingegno locale.

Il prototipo della Varzina superava il metro e ottanta di lunghezza, aveva due posti e il motore monocilindrico a due tempi della Lambretta 125 cc.. Con questo primo modello, nato su iniziativa dell’imprenditore italiano Carlo Lavezzari, venne presentata, nel 1966, al Salone dell’Automobile di Parigi, dove conquistò l’imprenditore francese Henri Willame. Willame era il direttore della Lambretta France che, con Lavezzari, fondò poi l’azienda Lawil, così battezzata per l’acronimo dei nomi dei due soci.

La Lawil Varzina iniziò ad essere commercializzata in Italia dal 1971, sotto la guida del tecnico meccanico Michele Calvi, di Varzi, lavoratore presso la stessa Lawil e collaboratore dei tecnici francesi negli anni successivi al 1980, quando nel nostro Paese fu cessata la produzione della macchinina che, come quadriciclo (guidabile senza patente e per questo apprezzato soprattutto dai postini), continuò, invece, ad essere prodotta in Francia e in Inghilterra.

Fatto curioso è che, negli anni della sua uscita sul mercato, la legislazione italiana prevedeva che le cosiddette “microvetture” non potessero avere più di tre ruote: la Varzina, dotata di quattro ruote, fu, quindi, la più piccola automobile in vendita in Italia.

Nelle giornate di sabato e domenica, saranno parcheggiati in esposizione davanti al Castello alcuni modelli dell’antesignana della city car – nelle versioni cabrio, berlina e camioncino -, chiamati a raduno da varie parti d’Italia dai soci del club, che ha come principale obiettivo quello di salvaguardare il ricordo della produzione automobilistica della Lawil Costruzioni Meccaniche e Automobilistiche Spa, attraverso la promozione delle automobili prodotte, la diffusione delle notizie disponibili relative a tali vetture, la fornitura di ogni supporto tecnico (e non) a chi desiderasse avvicinarsi al mondo Lawil e la registrazione, nell’apposito Registro, di tutte le vetture sopravvissute (sia vendute a marchio Lawil, sia a marchio Willam Farmer).

Il programma è ancora in fase di definizione da parte degli organizzatori ma, tra gli appuntamenti della due giorni dedicata alle mini vetture oltrepadane, sono previsti: il Pranzo dei Piloti al Castello nelle due giornate e, per gli iscritti al raduno, la visita al borgo medievale di Varzi, alcuni giri con le macchinine lungo percorsi tracciati nell’alta Valle Staffora e la foto ricordo del gruppo dei piloti e dei veicoli all’esterno della ex fabbrica Lawil che, nella sua epoca d’oro, ne costruiva circa cinque esemplari al giorno.

Sarà un’opportunità per chi non ha mai avuto occasione di vedere dal vivo queste macchinine, un’occasione unica per gli appassionati di motori che la considerano un “gioiellino da collezionisti” e per i varzesi che la ricordano come uno status symbol, poiché, verso la fine degli anni Settanta, quando lo stipendio medio di un operaio superava di poco le 150mila lire, la Varzina veniva veduta a circa 1 milione e 600mila lire.

Dove: Varzi
Quando: esposizione in Piazza del Municipio il 9 e 10 giugno, con apertura dalle 9.30 alle 15.30 di sabato e dalle 11.00 alle 15.00 di domenica
Partecipazione: libera al pubblico, pranzo su prenotazione (tel. 347 26 21747), partecipazione al raduno su registrazione (informazioni al 335 8092330)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *